(梵蒂岡電臺訊)教宗本篤十六世十一月三十日上午十一時、
在他的圖書室簽署了他在當日頒佈的第二道新通諭,這道通諭的名稱叫做《我們得救,還是在於希望》。
這個名稱取自聖保祿宗徒致羅馬人書信第八章第二十四節的話。
隨後,十一點三十分,在聖座新聞室舉行記者招待會,介紹這道新通諭。
主持記者招待會的是聖座新聞室主任,梵蒂岡電臺台長隆巴迪神父,
負責介紹通諭並答復詢問的是教宗府榮休神學家科捷樞機主教和羅馬聖經學院新約聖經注經學榮休教授阿爾貝‧萬霍伊樞機主教。
隆巴迪神父首先發言,他說教宗本篤十六世在今年復活節之後著手寫這道通諭,而且是一氣呵成。
隆巴迪神父又說:在寫了愛德和望德兩道通諭之後,雖然目前還沒有具體的計畫,
但不排除教宗將繼續寫有關信德的第三道通諭。
萬霍伊樞機主教向新聞界人士說:教宗新通諭具有啟發性,鼓舞人心,激發人懷抱希望。
在新通諭中我們可以再次發現教宗本篤十六世是一位有深厚學養的神學家,
也是一位極度關心他的羊群需要的牧者。
他在通諭中對基督信徒的信德和望德提供深入的反省,而且舉出許多為望德作證令人感動的偉大人物。
在新通諭中,教宗強調每個人都需要真正有效的希望。
萬霍伊樞機又說:“實際上,基督信仰不在於接受某些數目的抽象真理,而在於表現個人對基督這個人的服膺,為使自己得到基督的救援,並進入與天主的共融中。
真正的希望來自個人經由基督而與生活的真天主的相會”。
科捷樞機主教則由哲學的角度來介紹教宗的新通諭,他說:“新通諭給我們指出了基督信仰的希望之美和使人獲得自由的力量,同時叫人看出為什麼這個希望對文化和真正的人文主義具有決定性的作用”。
科捷樞機主教又說:“在新通諭中,教宗又再次強調他善於講述的問題,就是理性與信仰之間的關係,
尤其是面對今日所謂的進步給基督信徒帶來挑戰時,理性與信仰之間的關係的重要”。
科捷樞機主教指出:“基督信仰的目標之一也在於使理性征服非理性。理性是天主賜給人的重大恩典,當理性脫離天主或看不見天主時,它就無法掌控一切。此外,理性的內容意義遠比權力和行動利益大得多,我們看到行動利益的發展需要靠倫理道德來規範,就是一個例子。所以,權力和行動利益必須藉著對信德的救援力量開放,藉著分辨善惡來補全它本身的缺陷”。
最後,科捷樞機主教說:“新通諭將是善度望德生活的珍貴伴侶”;
而萬霍伊樞機主教則說:“教宗頒佈這道新通諭的目的,一方面在於引導人默想望德的根源,
另一方面在讓非基督信徒看出那些政治意識形態所宣傳的希望的失敗,馬克思主義就是最鮮明的例子,
這個主義企圖建立一個沒有天主的新世界,結果如何大家都知道”。
http://www.radiovaticana.org/cinesebig5/notframe-set.html
Presentata la nuova Enciclica di Benedetto XVI "Spe salvi": "nella speranza siamo stati salvati"
Il Papa ha firmato questa mattina alle 11.00 nella Biblioteca del Palazzo Apostolico la sua seconda Enciclica: è intitolata “SPE SALVI” e parte da un passo della Lettera di San Paolo ai Romani (Rm 8,24): “nella speranza siamo stati salvati”. Il documento è stato poi presentato nella Sala Stampa vaticana.
Un'Enciclica illuminante e incoraggiante: così, i cardinali Vanhoye e Cottier alla presentazione della "Spe Salvi" in Sala Stampa vaticana
Dunque, sono stati i cardinali Georges Marie Martin Cottier, Pro-Teologo emerito della Casa Pontificia e Albert Vanhoye, professore emerito di Esegesi del Nuovo Testamento del Pontificio Istituto Biblico a presentare stamani in Sala Stampa vaticana l’Enciclica “Spe Salvi”. La presentazione è stata introdotta dal direttore della Sala Stampa, padre Federico Lombardi che ha sottolineato come Benedetto XVI abbia iniziato a scrivere l’Enciclica dopo Pasqua. “Un’Enciclica scritta di getto”, ha detto, aggiungendo che, pur non essendo già in programma, “non è da escludere una terza Enciclica” incentrata sulla fede. Durante la conferenza stampa, sono state mostrate le immagini del Centro Televisivo Vaticano che ritraevano la firma della “Spe Salvi” da parte del Santo Padre. Il servizio di Alessandro Gisotti:
Un’Enciclica “illuminante, incoraggiante e stimolante”: così, il cardinale Albert Vanhoye ha definito la “Spe Salvi”. Un’Enciclica, ha subito evidenziato, nella quale “ritroviamo il Papa profondo teologo e nel contempo pastore attento alle necessità del suo gregge”. Il documento, ha spiegato il porporato, offre riflessioni approfondite sulla speranza e la fede cristiana, mentre non mancano pagine commoventi su grandi testimoni della speranza dal quale emerge “il dinamismo intenso dell’esperienza cristiana”. Nella “Spe Salvi”, ha aggiunto, il Papa mette l’accento sul bisogno di una speranza veramente valida, di una speranza con la “S” maiuscola:
“Effettivamente, la fede cristiana non consiste anzitutto nell’accettare un certo numero di verità astratte, ma consiste nel dare la propria adesione personale alla persona di Cristo, per essere da lui salvati e introdotti nella comunione divina. La vera speranza ci viene data nell’incontro personale con il Dio vivo e vero per mezzo di Cristo.”
L’Enciclica, ha detto ancora, mette a confronto “la vera fisionomia della speranza cristiana” che ha una relazione stretta non solo con la fede “ma anche con l’amore che viene da Dio e unisce a Dio e ai fratelli”. Ecco allora che la speranza cristiana non è individualistica, non è oziosa, “ma spinge ad agire”. E’ sempre anche “una speranza per gli altri”. Il cardinale Georges Cottier ha invece offerto una presentazione della “Spe Salvi” sotto l’aspetto filosofico. L’Enciclica, ha detto, mostra la “bellezza” e la “forza di liberazione” della speranza cristiana e fa capire perché questa speranza "è decisiva per la cultura e l’autentico umanesimo”. Il porporato ha rilevato che nella “Spe Salvi” viene ripreso un tema forte di questo Pontificato: il rapporto tra fede e ragione, specie di fronte alle sfide che il progresso pone oggi al cristiano:
"Certo la vittoria della ragione sull’irrazionale è anche uno scopo della fede cristiana. Grande dono di Dio all’uomo, la ragione non può dominare se è staccata da Dio o diventata cieca per Dio. Inoltre, la ragione nella sua ampiezza è più che la ragione del potere e del fare. Abbiamo visto che il progresso dovuto a quest’ultima richiede una regolazione etica. La ragione del potere e del fare deve dunque essere integrata 'mediante l'apertura alle forze salvifiche della fede, al discernimento tra bene e male'".
La “Spe Salvi”, ha concluso il cardinale Cottier, sarà una preziosa compagna “per vivere in pienezza la speranza”. Rispondendo alle domande dei giornalisti, i relatori hanno affermato che pur non avendo un proposito esplicitamente ecumenico, un’Enciclica sulla Speranza potrà essere d’aiuto alla piena comunione dei cristiani. Il cardinale Cottier ha ribadito che la “grande Speranza” non nega il valore delle piccole speranze umane a meno che queste non si ripieghino in se stesse. Quindi, il cardinale Vanhoye, citando la “Spe Salvi”, ha ribadito che intento del Papa è, da una parte, meditare sulle radici della speranza e, dall’altra, far constatare anche ai non cristiani la sconfitta delle speranze politiche, come il marxismo, che pretendono di stabilire un mondo rinnovato senza Dio.
11.30.2007
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