
(您瞧,右下角那位戴雨帽的太太,親眼得見教宗神情多麼高興啊!)
真是太幸運了!今天教宗打從我眼前經過。
今天是教宗每週三在伯多祿廣場的公開接見,
許多來自世界各地的朝聖者或旅客,均會安排這一天到聖伯多祿廣場,
一睹教宗「打從眼前經過」,聆聽教宗的談話,並接受教宗的降福。
然而今天我到聖伯多祿廣場,原本「別有所圖」,
我「心裡渴望想見的主角」是教宗與聖女小德蘭「聖髑」的相會。
自從上星期「隱隱約約」聽說小德蘭的聖髑已抵達羅馬,我的心情就開始有點不一樣!
好像一位很好的朋友遠從法國來,心裡渴望著見她,接近她,待在她身邊。
我這位好朋友為什麼選在這個時候來羅馬呢?
一百二十年前,當她還是十四歲的小女生,她跟著爸爸與姊姊從法國里修前來羅馬朝聖,
並在十一月二十日當天蒙教宗良十三世接見。
為紀念小德蘭一百二十年前的朝聖旅程(在《一朵小白花》裡,小德蘭有生動的描述),八十週年紀念被封為傳教區主保,同時也為了紀念聖女小德蘭十年前被封為「教會聖師」。因此在法國里修的聖女小德蘭朝聖地安排這趟「穿越時空」的相會(在公開接見後,當今教宗本篤十六世回到他的私人小堂,在聖女小德蘭聖髑前祈禱)。
原本我並沒想到聖伯多祿廣場,但心裡的渴望,強烈推動著我。
剛好今天第三堂課教授請假到西班牙,因此一下課立刻飛奔公車站,平日超難等的870公車,竟「十分配合」地立刻出現。由於事前並未想參加公開接見,因此也沒去取票,但瑞士警衛隊,竟也放行,因此「根據經驗」我到一處離廣場中心有點遠,但可以見到教宗從眼前經過的「好地方」等教宗來臨。
當廣場角落響起一陣歡呼,我知道教宗到了廣場,正從那角落經過。
跟隨著廣場的大螢幕,我附近來自許多國家的人們大家均引頸期盼教宗從眼前經過這一刻(幾乎人人準備了相機)。不知道為什麼,好幾次了,每次我準備好相機,心裡想好拍攝角度,但每當教宗真正從我眼前經過時,我看著教宗,心神總愣住片刻,無法按下快門(雖然我還是拍到了教宗的身影,但最感動我的那一刻總還是錯過了)。

就在教宗經過不久後,我見一位神父遠遠走來,當他走近時,一看,那不是我久未見面的好朋友德昇嗎?
這時,朋友也看見了我(幸好我身高在一堆外國人中不至被淹沒)走過來,我們都好驚喜,
接著他問我要不要跟他進裡面。於是,我便很高興地跟著好朋友,一路穿過人牆,
通過三道瑞士警衛的防線,走上「貴賓區」。
路上,德昇神父告訴我因為他服務的堂區新蓋了教堂,
今天他及教友代表們送來即將啟用的鐘,讓教宗降福祝聖。


今天教宗分別以義大利文、法文、西班牙文、葡萄牙文、英文、波蘭文等語言向來自世界各地的信友們問候。
除了高興見到教宗,更高興遇見好友,雖然我們在同一城市,卻已一年半載未見面。
德昇告訴我下個月十六號,教宗將蒞臨他服務的堂區,祝聖新教堂,
他邀請我去(德昇啊,你真是好朋友!有「好康」的不忘「逗相報」!)
在告別的路上,我們甚至已「商量妥當」,那天我可以「遠遠」看見教宗的位置!


全賴這口鐘,促成了今天的「奇遇記」!
感謝天主!
14/11/2007 11.49.59
Il Papa all'udienza generale: una educazione integrale della persona, culturale, morale e religiosa, esclude la violenza. La catechesi dedicata a San Girolamo. Il saluto ai familiari delle vittime di Nassirya e la preghiera davanti alle reliquie di Santa Teresa di Lisieux
Una sana e integrale educazione culturale, morale e religiosa è condizione di ogni progresso che escluda la violenza. E’ quanto ha detto stamani Benedetto XVI in Piazza San Pietro durante l’udienza generale, anche oggi dedicata a San Girolamo. Il Papa ha poi salutato i familiari delle vittime di Nassirya presenti alla catechesi nel quarto anniversario della morte dei loro cari. Circa 25 mila i fedeli giunti in Piazza San Pietro nonostante la giornata piovosa. Il servizio di Sergio Centofanti.
Il Papa ha continuato la sua catechesi su San Girolamo, il Padre della Chiesa, nato in Dalmazia nel 347 e morto a Betlemme nel 420, che tradusse in latino la Bibbia: era un uomo “veramente innamorato della Parola di Dio”, ha sottolineato il Pontefice che sulla scia del Santo ha invitato i fedeli a leggere con frequenza la Bibbia ricordando che “ignorare la Sacra Scrittura è ignorare Cristo”, vita e orientamento quotidiano dei credenti:
“La Bibbia, strumento «con cui ogni giorno Dio parla ai fedeli» (Ep. 133,13), diventa così stimolo e sorgente della vita cristiana per tutte le situazioni e per ogni persona. Leggere la Scrittura è conversare con Dio: «Se preghi, - egli scrive a una nobile giovinetta di Roma - tu parli con lo Sposo; se leggi, è Lui che ti parla» (Ep. 22,25). Lo studio e la meditazione della Scrittura rendono l'uomo saggio e sereno (cfr In Eph., prol.)”.
Benedetto XVI ha sottolineato due fondamentali criteri per capire la Sacra Scrittura: ecco il primo:
“Solo un profondo spirito di preghiera e l'aiuto dello Spirito Santo possono introdurci alla comprensione della Bibbia: «Nell'interpretazione della Sacra Scrittura noi abbiamo sempre bisogno del soccorso dello Spirito Santo» (In Mich. 1,1,10,15)”.
Il secondo criterio di interpretazione della Parola di Dio è “la sintonia con il magistero della Chiesa”:
“Non possiamo mai da soli leggere la Scrittura. Troviamo troppe porte chiuse e scivoliamo facilmente nell’errore. La Bibbia è stata scritta dal Popolo di Dio e per il Popolo di Dio, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo. Solo in questa comunione col Popolo di Dio possiamo realmente entrare con il ‘noi’ nel nucleo della verità che Dio stesso ci vuol dire. Per lui un'autentica interpretazione della Bibbia doveva essere sempre in armonica concordanza con la fede della Chiesa cattolica”.
San Girolamo non trascurava poi l’aspetto etico, cioè il dovere della coerenza cristiana di accordare la vita con la Parola divina, un impegno di testimonianza per tutti i fedeli ma in particolare per i predicatori:
“Così esorta il sacerdote Nepoziano: «Le tue azioni non smentiscano le tue parole, perché non succeda che, quando tu predichi in chiesa, qualcuno nel suo intimo commenti: "Perché dunque proprio tu non agisci così?". Carino davvero quel maestro che, a pancia piena, disquisisce sul digiuno; anche un ladro può biasimare l'avarizia; ma nel sacerdote di Cristo la mente e la parola si devono accordare» (Ep. 52,7)”.
Coerenza che “deve tradursi in atteggiamenti di vera carità perché – come diceva San Girolamo - in ogni essere umano è presente la Persona stessa di Cristo”:
“A che scopo rivestire le pareti di pietre preziose, se Cristo muore di fame nella persona di un povero? (Ep. 58,7). Girolamo concretizza: bisogna vestire Cristo nei poveri, visitarlo nei sofferenti, nutrirlo negli affamati, alloggiarlo nei senza tetto (Ep. 130,14)”.
Il Papa ha poi ricordato con San Girolamo la necessità di una educazione integrale della persona sia culturale che morale e religiosa:
“E vediamo proprio oggi come l’educazione della personalità nella sua integralità, l’educazione alla responsabilità davanti a Dio e davanti all’uomo, sia la vera condizione di ogni progresso, di ogni pace, di ogni riconciliazione ed esclusione della violenza. Educazione davanti a Dio e davanti all’uomo: è la Sacra Scrittura che ci offre la guida dell’educazione e così del verso umanesimo”.
Infine tra i saluti quelli rivolti con affetto ai familiari delle vittime di Nassirya, presenti in Piazza San Pietro nel quarto anniversario della tragica morte dei loro cari:
“La memoria di questi nostri fratelli e di quanti hanno sacrificato il bene supremo della vita per il nobile intento della pace contribuisca a sostenere il cammino della rinascita, piena di speranza, del caro popolo iracheno”.
Al termine dell’udienza il Papa si è recato nella sua cappella privata per pregare davanti alle reliquie di Santa Teresa di Lisieux, portate in Vaticano in occasione di un pellegrinaggio in Italia a 10 anni dalla proclamazione della Santa a Dottore della Chiesa, nel 120.mo anniversario del suo incontro con il Papa Leone XIII (20 novembre 1887) e nell’80.mo anniversario della sua proclamazione a Patrona delle Missioni e dei Missionari, con San Francesco Saverio; il pellegrinaggio è guidato dal vescovo di Bayeux e Lisieux, mons. Pierre Pican e dal rettore della Basilica di Lisieux, mons. Bernard Lagoutte.