教宗告訴義大利天主教大學生:求學在於消除社會和文化的傲慢與激烈的偏離
(梵蒂岡電臺訊)教宗本篤十六世十一月九日接見義大利天主教大學生聯盟代表一百二十位。這個聯盟今年慶祝成立一百一十周年。一個多世紀以來,聯盟的成員中出過數百位傑出的人物,例如皮埃爾喬治‧弗拉薩蒂(Piergiorgio Frassati)和阿爾貝托‧馬韋利(Alberto Marvelli)兩位真福,以及政治家阿爾多‧莫洛和學者維托里奧‧巴舍萊教授,他們兩位都遭極左派赤軍旅恐怖分子殺害,還有保祿六世教宗等等。
教宗向大學生代表們說:義大利天主教大學生聯盟培養了幾代的基督信徒精英,他們把福音的教導實踐在生活中,並以福音的精神在文化、社會、民政各界和教會內貢獻一己之力。教宗指出義大利天主教大學生聯盟這個組織的神恩是為理智與信仰的友誼作證,使成熟的信德、學問的成長以及科學知識的獲得彼此接軌。
教宗進一步指出:為什麼有人認為有信德的人必須放棄研究真理的自由,而自由研究真理的人必須放棄信德呢?教宗強調:“事實上,求學研讀是天主上智所安排的機會,使人得以在信仰上長進,因為受到良好培育的理智會敞開人的心智,使人聆聽天主的聲音”。
教宗引用他今年九月初在洛雷托聖母朝聖地會晤五十萬青年時所說的話,勉勵大學生們不要走驕傲的路途,但要走那條向超性敞開大門的道路。教宗提醒大學青年:誰願意做基督的門徒,必須走向反潮流的路線,不要讓那些別有用心的呼喚所吸引,那些呼喚來自各種不同的講臺,那裡所發出的都是宣傳的口號,充滿傲慢、暴力和專橫,唆使青年為了達到目的不擇手段。
教宗囑咐大學青年留意今天的社會所講求和表現的,那就是競相展露自己,表現自己,不顧自己內在的所以。然而教會是人性的專家,教會絕不會疲於激勵年輕的一代時時保持警覺,而且不要害怕選擇只有耶穌基督才能指出的另一條路。
09/11/2007 13.28.48
梵諦岡電台的新聞網站
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Benedetto XVI agli universitari cattolici della FUCI: cercare il sapere non contrasta con la fede, ma combatte le derive arroganti e violente di certa cultura
Lo studio è una “provvidenziale opportunità per avanzare nel cammino della fede”: permette all’intelligenza di aprire l’uomo al mistero di Dio e dunque di chiuderlo all’ottusità di comportamenti “improntati all’arroganza e alla violenza”. Con queste affermazioni Benedetto XVI ha accolto in udienza i circa 120 rappresentanti della FUCI, la Federazione degli universitari cattolici italiani, che celebra quest’anno i 110 anni di fondazione. Il servizio di Alessandro De Carolis:
“Credere nello studio”: questa frase racchiude ben più dello slogan che a prima vista sembra esprimere. Unisce due ambiti molto spesso considerati pregiudizialmente in contrasto fra loro, ma che sin dall’inizio del suo Pontificato Benedetto XVI ha cercato e cerca di conciliare: la fede e la ricerca del sapere. Non perché si ha fede si deve rinunciare a cercare liberamente la verità, e non perché si cerca la verità con libertà si deve rinunciare alla fede, è il pensiero del Papa. Al crocevia di queste due tensioni si pongono i centodieci anni di esperienza che fanno la storia e lo spirito della FUCI. Essere e lavorare da cristiani nel mondo della cultura, nella società e nella Chiesa: questo è il valore della Federazione degli universitari cattolici italiani, che ha contribuito a formare - ha ricordato il Papa – “intere generazioni di cristiani esemplari”. Tra le molte centinaia, spiccano figure d’eccellenza che rispondono ai nomi dei Beati Piergiorgio Frassati e Alberto Marvelli, di due vittime del terrorismo come lo statista Aldo Moro e il prof. Vittorio Bachelet, di un Pontefice, Paolo VI.
“Credere nello studio”, ha affermato Benedetto XVI, “vuol dire riconoscere che lo studio e la ricerca – specialmente durante gli anni dell’Università – posseggono un’intrinseca forza di allargamento degli orizzonti dell’intelligenza umana, purché lo studio accademico conservi un profilo esigente, rigoroso, serio, metodico e progressivo”. Proprio nell’ambito della trasmissione del sapere, ha proseguito il Papa, la FUCI “può esprimere appieno anche oggi il suo antico e sempre attuale carisma:
“E cioè la convinta testimonianza della ‘possibile amicizia’ tra l’intelligenza e la fede, che comporta lo sforzo incessante di coniugare la maturazione nella fede con la crescita nello studio e l’acquisizione del sapere scientifico (...) In effetti, perchè ritenere che chi ha fede debba rinunciare alla ricerca libera della verità, e chi cerca liberamente la verità debba rinunciare alla fede? E’ invece possibile, proprio durante gli studi universitari e grazie ad essi, realizzare un’autentica maturazione umana, scientifica e spirituale”.
Lo studio costituisce, al tempo stesso - ha osservato ancora il Papa - una provvidenziale opportunità per avanzare nel cammino della fede, perché l’intelligenza ben coltivata apre il cuore dell’uomo all’ascolto della voce di Dio, evidenziando l’importanza del discernimento e dell’umiltà. Benedetto XVI ha rammentato l’invito rivolto ai giovani italiani dell’Agorà di Loreto, ai primi di settembre: quello di “non seguire la strada dell’orgoglio, bensì quella di un realistico senso della vita aperto alla dimensione trascendente”:
“Oggi, come in passato, chi vuole essere discepolo di Cristo è chiamato ad andare controcorrente, a non lasciarsi attrarre da richiami interessati e suadenti che provengono da diversi pulpiti dove sono propagandati comportamenti improntati all’arroganza e alla violenza, alla prepotenza e alla conquista del successo con ogni mezzo. Si registra nell’attuale società una corsa talora sfrenata all’apparire e all’avere a scapito purtroppo dell’essere, e la Chiesa, maestra di umanità, non si stanca di esortare specialmente le nuove generazioni, alle quali voi appartenete, a restare vigilanti e a non temere di scegliere vie ‘alternative’ che solo Cristo sa indicare”.
Il Papa ha concluso l’udienza alla FUCI con questa esortazione: impegnatevi “onestamente nello studio, coltivando un maturo senso di responsabilità ed un interesse condiviso per il bene comune”.
11.09.2007
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